I numeri parlano chiaro: siamo nell’era della data economy. In un solo minuto si registrano oltre 200 milioni di mail, 3 milioni di post su Facebook, 342 mila tweet e oltre 3 milioni di ricerche su Google, senza contare dati che arrivano da sensori e dispositivi intelligenti, droni e satelliti, dai nostri smartphone. Insomma, è certo ormai che aziende e organizzazioni hanno bisogno di professionisti capaci di analizzare e interpretare i dati, molto più che di strumenti per raccoglierli.

Grazie all’intelligenza artificiale (IA), inoltre, oggi abbiamo a disposizione un potente strumento per capire le tendenze profonde che si nascondono dentro i dati: la sfida è quella di affiancare l’intelligenza umana per individuare percorsi dotati di senso tra le grandi masse di informazioni. Con l’affascinante caso di applicazione rappresentato dalla cultura.

Per questo lo scorso 30 ottobre a Torino, all’Auditorium Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria, studiosi, esperti ed artisti sono stati invitati dal CSI Piemonte al convegno “Verso nuovi mondi. Dati, intelligenza artificiale, cultura”, patrocinato da Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino, Università degli Studi e Politecnico di Torino.

Davanti a una platea di oltre 170 partecipanti e a oltre mille persone collegate in streaming, il professor Giulio Lughi, presidente del Comitato Tecnico Scientifico del Consorzio, ha aperto i lavori sottolineando la natura multiforme del rapporto fra dati e cultura: il ruolo dei dati è fondamentale nella valorizzazione dei giacimenti culturali che già esistono, ma c’è anche bisogno di una vera e propria “cultura dei dati”, che è la capacità di capire l’ecosistema informativo in tutta la sua complessità. Non è un caso infatti che sempre più prodotti artistici e culturali traggano ispirazione proprio dalla complessità dei dati.

Gli interventi della mattinata hanno approfondito i temi dell’IA e dei big data, delineando lo scenario attuale e le possibili traiettorie future. Luca Console (Università di Torino, CINI) ha illustrato l’importanza dell’IA come strumento scientifico e di interpretazione della realtà, svelando al tempo stesso le percezioni errate e i falsi miti che si sono creati intorno a questo concetto. Juan Carlos De Martin (Politecnico di Torino) ha ripercorso la storia dell’IA, ampliando il discorso alla tecnologia e al suo impatto sull’uomo e sulla società. Pier Luigi Sacco (IULM, IRVAPP) ha spiegato come l’IA permetta di estrarre dai dati tendenze profonde che l’analisi tradizionale non rileva, favorendo scelte di politica culturale oggettive e condivise. Infine, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico (HER, Human Ecosystems Relazioni) hanno presentato due progetti torinesi nei quali l’IA è stata applicata all’arte, per creare esperienze partecipate con la cittadinanza: l’opera “Sul caldo e sul freddo” al Castello del Valentino e “SAS – Smart Archive Search” per il Polo del ‘900.

I lavori del pomeriggio si sono invece concentrati su progetti culturali piemontesi. Dopo l’intervento di Simone Arcagni (Università di Palermo), che ha parlato di sistema, accesso e partecipazione come di tre parole chiave per descrivere il contesto attuale, Anna Cavallo (CSI Piemonte) ha presentato la smart data platform regionale e le potenzialità che questa offre per valorizzare la grande quantità di dati che il CSI gestisce. Tra i tanti spunti offerti da Giovanni Ferrero (ISMEL), un dato sul futuro del lavoro: il 60% di chi nasce oggi farà lavori che attualmente non esistono. Carlotta Margarone (Fondazione Torino Musei) ha poi spiegato l’importanza del museo nella cultura digitale, senza però tradire la sua missione di luogo di azione sociale. Fabio Malagnino (Consiglio regionale del Piemonte) ha aperto al tema della visualizzazione dei dati come strumento per renderli comprensibili a un pubblico vasto, mentre Davide Fuschi (Wild Mazzini) ha raccontato l’esperienza della prima data art gallery europea, che coniuga information design e poetica.

Tutti i materiali presentati e le registrazioni video dei lavori sono disponibili su www.csipiemonte.it/cts2018

(foto: l’apertura del convegno con Pietro Pacini, DG CSI Piemonte, Giulio Lughi, Presidente CTS CSI Piemonte, e le autorità)

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