Assessore Artesio, a breve si concluderà il suo mandato da Assessore regionale alla Sanità. Volendo tracciare un breve bilancio di questi anni, quanto è cambiata la sanità piemontese?
Il percorso di cambiamento della sanità piemontese è stato interamente orientato dal principio della "centralità della salute", così come indicato nel Piano sociosanitario 2007-2010. L’idea di partenza è quella che la salute abbia molti determinanti – in gran parte extra-sanitari – sui quali è possibile agire per promuoverla e tutelarla. Affinché ciò avvenga è necessario però che la collettività si faccia carico dei problemi di salute della popolazione, anche attraverso il democratico strumento della partecipazione.
È proprio su questa linea che abbiamo deciso di costruire la sanità negli ultimi anni, confrontandoci con la società civile, con il mondo dell’associazionismo e del volontariato, con gli enti locali e con i cittadini, costruendo i Profili e i Piani di salute, avviando progetti di partecipazione e applicando in tutte le scelte organizzative i principi fondamentali di efficacia, appropriatezza e qualità delle prestazioni.
Informatica e sanità sono un binomio indissolubile per garantire l’efficienza e l’efficacia dei servizi sanitari. Il Programma Sirse ha posto basi importanti per garantire il diritto alla salute dei cittadini. Cosa è stato fatto e cosa ancora resta da fare?
Sirse (Sistema integrato regionale di sanità elettronica) è il programma di interventi e iniziative volto a dotare la sanità piemontese di un’infrastruttura informatica comune, il punto di partenza per lo sviluppo di numerosi servizi on line utilizzabili sia dai cittadini sia dagli operatori. Nel luglio del 2009 è stato approvato il piano operativo che, tra le altre cose, prevede la realizzazione dell’archivio unico regionale degli assistiti (AURA), che garantirà la messa in rete delle anagrafiche uniche locali di ogni singola azienda sanitaria. Insieme all’anagrafica degli assistiti sarà realizzata anche una banca dati di tutti gli operatori sanitari erogatori.
Il sistema prevede, inoltre, un servizio di back-office destinato alla scelta e revoca del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta nonché alla gestione delle esenzioni, in modo da garantire un servizio di sportello omogeneo e integrato su tutto il territorio regionale. Sul fronte dei servizi ai cittadini, infine, è in fase di studio il "Portale della salute", uno strumento on line in grado di offrire sia informazioni di libera consultazione sia servizi ad accesso protetto.
Nel Verbano Cusio Ossola si è recentemente avviata la prima sperimentazione del servizio di telemedicina. Cosa si aspetta da questa iniziativa?
Per la prima volta in Piemonte, è stato avviato un servizio di telemedicina che permetterà di seguire e assistere in tempo reale i pazienti cronici residenti sul territorio del Verbano Cusio Ossola, affetti da quattro patologie diverse. Il Piano socio sanitario regionale 2007-2010 assegna grande importanza alla deospedalizzazione in favore del territorio e delle reti: l’innovazione tecnologica, in particolare il teleconsulto e la telemedicina possono avere un ruolo di supporto alle strategie di monitoraggio delle condizioni di fragilità, in un’ottica di continuità delle cure.
Questi sistemi possono concorrere a ottimizzare le risorse e a migliorare la presa in carico dei pazienti, potenziando il sistema delle cure domiciliari, favorendo il mantenimento dei soggetti nel proprio contesto abitativo e sociale e migliorando la cooperazione tra gli interventi di tipo sanitario e sociale. L’avvio del servizio di telemedicina nel Verbano Cusio Ossola rappresenta non soltanto un importante risultato in questa direzione, ma anche un modello esportabile in altri territori.