eHEALTH. Capita a tutti, purtroppo. Alzi la mano chi non ha mai dovuto affrontare un esame portandosi dietro i risultati di quelli precedenti o chi non ha mai dovuto compilare più volte gli stessi moduli con i propri dati personali. Ma soprattutto alzi la mano chi non si è fatto almeno una volta la classica domanda: ma ospedali, ambulatori e laboratori non farebbero prima a parlarsi direttamente? È vero, farebbero prima. E oggi in Piemonte si sta lavorando proprio perché questo avvenga.
La parola d’ordine della sanità del futuro è interoperabilità. Il che, in parole semplici, significa proprio fare in modo che i dati di un paziente circolino fra le diverse strutture delle varie aziende sanitarie e ospedaliere piemontesi. Si fa una radiografia? Bene, i risultati saranno custoditi all’interno della banca dati dell’Asl che li ha eseguiti, ma seguiranno virtualmente il paziente in tutti i suoi futuri contatti con le strutture sanitarie. Fine dei viaggi con le lastre al seguito.
Il modo in cui tutto questo sarà realizzato lo stabilisce Sirse (Sistema Integrato Regionale di Sanità Elettronica), il programma che la Regione Piemonte ha approvato nell’aprile 2008 per trasformare radicalmente il mondo della salute piemontese attraverso l’applicazione delle tecnologie informatiche. Un progetto voluto dagli Assessorati Informatica e Sanità della Regione e gestito dall’AreSS con la collaborazione tecnica del CSI-Piemonte.
Non che fino a oggi l’informatica in sanità non esistesse. Si erano già avviati progetti interessanti, ma mancava una logica di sistema che facesse da collante al tutto. Prendiamo la questione degli archivi degli assistiti (Aura) e degli operatori sanitari (Opessan). Le due iniziative si sono già avviate da tempo, ma soltanto all’interno dello scenario proposto da Sirse trovano la loro migliore destinazione d’uso. Nel primo caso per raccogliere tutti i dati di chi entra in contatto con le diverse strutture, in modo da riconoscerlo in modo certo su tutto il territorio piemontese, e nel secondo per censire tutti coloro che operano nel settore, per essere sicuri che chi interagirà con il futuro fascicolo sanitario elettronico di un paziente sia davvero autorizzato a farlo. Stesso ragionamento per il progetto “immagini in rete” per la condivisione dei referti radiologici, che con Sirse trova un naturale completamento.
Insomma, la sanità piemontese sta cambiando giorno dopo giorno, facendo un ricorso sempre maggiore a soluzioni informatiche all’avanguardia. Grazie anche all’apporto del “C.LAB Salute”, il laboratorio di innovazione nato in seno al CSI-Piemonte che ha il compito di individuare le tecnologie che meglio possono servire all’innovazione del settore. Ad esempio, come sta facendo oggi per AReSS, monitorando e valutando tre diverse tipologie cartelle infermieristiche digitali presenti sul mercato.