ENERGIA. Non c’è dubbio. L’edilizia, uno dei settori più "energivori" in Piemonte (36% del fabbisogno complessivo), è quello in cui si possono realizzare i maggiori risparmi. Occorre intervenire sull’efficienza energetica degli edifici, sull’isolamento delle case, ma anche sugli impianti termici. Così è nata nel 2007 la L.13 della Regione Piemonte sul risparmio energetico, seguita nel 2008 dal regolamento attuativo sugli impianti termici e ad agosto 2009 da quello sulla certificazione energetica degli edifici. Si è così definito che tutti dovranno essere certificati ed essere accompagnati dall’ACE (Attestato di Certificazione Energetica), altrimenti non potranno essere comprati, venduti o affittati. «Il documento – spiega Paolo Gallo, responsabile area Energia al CSI – deve essere redatto da professionisti qualificati e competenti. È stato così istituito un elenco regionale dei certificatori (oltre 4.000 iscritti da ottobre), formato da architetti e ingegneri iscritti agli ordini e abilitati alla professione, ma anche geometri, periti e agrotecnici ».
Grazie al Sistema Informativo Certificazione Energetica degli Edifici (SICEE) i piemontesi possono consultare il loro elenco regionale dei certificatori direttamente sul sito della Regione. I professionisti possono oggi iscriversi on line all’elenco regionale, prenotare e acquistare i “Codici ACE” che rendono legale la certificazione. Da novembre poi sono attivi i pagamenti con carta di credito e la compilazione on line dell’ACE (oltre 25.000). «Tutto si svolge on line, niente più carta. I dati caricati sono utilizzati per generare l’ACE, che viene sottoscritto con firma digitale e trasmesso alla Regione».
I cittadini sanno così quanto consumano per il riscaldamento e quanto possono risparmiare. La classificazione è simile a quelle che siamo abituati a vedere sulla lavatrice. Va dalla classe A+ (la migliore) alla classe G, o NC. Tutti questi dati andranno a costituire il Catasto Energetico regionale, una “fotografia” degli immobili piemontesi dal punto di vista energetico. «Col tempo si conta di avere da 100 a 200 mila certificazioni l’anno e la PA potrà definire al meglio le scelte politiche di sostegno al risparmio energetico». Sul fronte degli impianti termici, mentre un tempo venivano valutati per sicurezza ed emissioni, da oggi se ne misura anche il rendimento energetico, con obbligo di intervenire al di sotto di una certa soglia. La competenza sui controlli è delle Province. Tutti i dati saranno raccolti nel SIGIT (Sistema Informativo di Gestione degli Impianti Termici), risultato di un progetto condiviso tra Regione e Provincia di Torino, che prossimamente verrà esteso ad altre Province piemontesi.