AGRICOLTURA. Alla Politica Agricola Comunitaria va oggi quasi la metà del bilancio UE, mentre l’incidenza dell’agricoltura sul totale del PIL dell’Unione è inferiore al 2%. Per questo gli Stati Membri devono dotarsi di un sistema di gestione degli aiuti comunitari che sia efficiente ed efficace nell’erogazione dei fonti e permetta il controllo. In questo l’informatica aiuta. A livello nazionale c’è AGEA, l’agenzia per le erogazione in agricoltura. Ma il Piemonte si è dotato di un proprio autonomo sistema di gestione dei dati, il Sistema Informativo per l’Agricoltura del Piemonte (SIAP), che ha al suo centro semplificazione amministrativa, trasparenza e innovazione. L’ultimo arrivato nel SIAP è il settore vitivinicolo. Un settore molto importante per la nostra economia.
«Chiunque abbia vigneti superiori ai 1000 metri quadri – spiega Antonella Eandi, responsabile CSI dello sviluppo del SIAP – deve iscriverli all’Anagrafe Agricola Unica del Piemonte, in cui per ogni singolo vigneto vengono registrate la varietà coltivata, l’anno dell’impianto, la distanza tra i filari, quella tra i singoli ceppi e il numero di ceppi. Nonché i dati dell’eventuale iscrizione all’Albo Vigneti, che certifica le produzioni a denominazioni di origine protetta (DOP)». Ogni variazione che il produttore intenda effettuare sui propri vigneti (come nuovi impianti) deve poi essere autorizzata dalla PA.
Accanto a ciò le aziende sono tenute alla dichiarazione annuale di vendemmia, indicando la quantità d’uva raccolta, e alla dichiarazione di produzione, per il vino prodotto in cantina. In Piemonte sono circa 20.000 le aziende vitivinicole che, da quest’anno, possono risolvere il problema con una sola domanda telematica inoltrata tramite i Centri di Assistenza in Agricoltura (CAA) o compilata in proprio mediante il servizio on line di Sistemapiemonte. it. Il sistema di fotogrammetria aerea di cui si avvale il SIAP è in grado di verificare che gli ettari dichiarati corrispondano alla realtà e che il vino prodotto corrisponda all’uva coltivata, né più né meno. Insomma in Piemonte si sa davvero cosa succede su ogni singolo appezzamento di terreno, a tutto vantaggio del consumatore. E in un periodo di crisi del mercato è un modo concreto per sostenere coltivatori e produttori.
«Con il sistema informativo agricolo – ha sottolineato Ettore Ponzo, dirigente del settore dell’Assessorato regionale all’Agricoltura – il Piemonte ha recuperato l’importante patrimonio conoscitivo del comparto vitivinicolo, trasferendolo nell’Anagrafe Agricola Unica, che rappresenta il sistema di gestione del Fascicolo Aziendale delle imprese agricole e agro-alimentari». Il fascicolo aziendale oggi costituisce la fonte unica e certificata delle informazioni inerenti le superfici vitate. «Tutto questo crea le condizioni per realizzare una forte semplificazione amministrativa, nell’interesse dell’intera filiera produttiva. La Regione Piemonte ha inoltre collaborato con il Ministero e con AGEA nella definizione delle Linee guida per la misurazione dei vigneti, basate sul criterio storico e volte a dare stabilità alle misurazioni: condizione essenziale per la concreta attuazione del Sistema Integrato di Gestione e Controllo richiesto dall’Unione Europea».