Il rapporto, giunto alla sua terza edizione, fotografa i modi e le frequenze di uso di Twitter da parte delle PA italiane. Il documento, curato dal ricercatore Giovanni Arata, propone un aggiornamento al 27 Settembre 2011 dello stato di impiego di Twitter da parte di Comuni, Province, Regioni e Ministeri.

Le antenne riconducibili ad enti locali e ministeri sono in tutto 160, inferiore allo 0,01% del totale italiano. Si tratta invece, per la maggior parte, di account di amministrazioni comunali (132, pari all’82,5% del totale), provinciali (11,25%) e regionali (5%). I Ministeri si attestano all’1,25%. Il 35% delle Regioni è dotato di un account, contro il 16,3% delle Province, l’8,6% dei Ministeri e l’1,6% dei Comuni. Le quattro regioni che ospitano il maggior numero di presidi Twitter sono il Piemonte, il Veneto, l’Emilia Romagna e la Lombardia. In particolare, in Piemonte e in Veneto si trovano i centri più dinamici intorno ai quali tendono a formarsi dei ‘distretti cinguettanti’.

Tuttavia, l’80% degli account utilizza Twitter esclusivamente come canale broadcast, senza alcuna funzionalità di dialogo e condivisione, e solo il 15% delle antenne viene aggiornato con cadenza quotidiana.

Gli impieghi prevalenti riguardano la segnalazione di eventi e il rilancio di informazioni di pubblica utilità. Tra le modalità d’uso più innovative, il rilancio di materiali multimediali e la realizzazione di attività di crowdsourcing.

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