L’Istat ha diffuso nei giorni scorsi i dati sulla diffusione delle ICT tra le imprese e i cittadini.
Nel 2011 il 94,3% delle imprese con almeno 10 addetti dispone di una connessione a Internet; l’88,3% delle aziende è connesso a Internet tramite tecnologie in banda larga fissa o mobile, ma il 73,3% delle imprese connesse a Internet dispone ancora di velocità inferiori a 10 Mbit/s; il 62,6% delle imprese dispone di un sito web, ma solo il 35% di questi siti fornisce almeno un servizio di elevata interazione con l’utente; nel corso del 2010 il 65,2% delle aziende ha fatto uso di servizi informativi offerti online dalla PA e il 39,3% ha inviato alla PA moduli compilati online; per un’impresa su due i principali ostacoli all’interazione in rete con la PA sono l’eccessiva difficoltà, il dispendio di tempo richiesto dalle procedure amministrative online e la necessità di perfezionare le operazioni con un invio cartaceo.
E’ cresciuta la quota di famiglie che possiede un pc (dal 57,6% al 58,8% del 2010), l’accesso a Internet (dal 52,4% al 54,5%) e una connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%). Rispetto al 2010, l’utilizzo del pc è cresciuto dell’1,2% e quello di Internet del 2,6%, confermando il trend in aumento dal 2008. Gli utenti di Internet utilizzano la rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%). Cresce la quota di coloro che usano Internet per leggere news o giornali online, per informarsi su merci e servizi e per avere informazioni sanitarie. Stabile la quota di persone che attraverso Internet ottiene informazioni dai siti della PA.
Se, tuttavia, si confronta la diffusione dell’accesso al web dell’Italia con gli altri Stati europei, il Paese si posiziona solo al ventiduesimo posto della graduatoria internazionale, con un valore pari al 62% che la colloca davanti soltanto a Portogallo, Cipro, Grecia, Romania e Bulgaria.