Il 13 giugno 2012 Assinform ha presentato la 43° edizione del suo rapporto annuale sull’Informatica, le Telecomunicazioni e i Contenuti Multimediali.

Riconfermando la riclassificazione del business del settore introdotta già lo scorso anno, l’associazione propone in questa edizione anche il “Global Digital Market”, che accorpa le componenti più innovative legate alla penetrazione del web, allo sviluppo del cloud, all’Internet delle cose, all’uso di tablet, e-reader e smartphone.

L’andamento di questa componente diverge, infatti, sempre più chiaramente dai settori tradizionali dell’informatica pura, che continuano a segnare il passo: -3,4% rispetto al 2011 per le telecomunicazioni; -9% per l’hardware; -1% per il software, -2,6% per i servizi. Nel complesso, rispetto al 2011 il settore IT cala del 4,1% e le TLC diminuiscono del 3,4%. Per il 2012 non si prevedono inversioni di tendenza: -2,1% per l’IT e -3,1% per le TLC.

La distanza tra l’Italia e i più importanti Paesi sul tema dell’innovazione va progressivamente allargandosi: nel 2011 il rapporto Spesa IT/Pil per gli Usa è stato del 4,2%, per la Francia 3,4%, per la Germania e l’UK 3,3%, mentre l’Italia, come la Spagna, si è fermata all’1,8%. Tra i ritardi più importanti da colmare sul piano nazionale, Assinform indica le vendite e gli acquisti on line da parte delle aziende, l’utilizzo di internet, dei servizi di eGov e degli acquisti on line da parte della popolazione e l’accesso alla banda larga da parte delle famiglie.

Secondo Assinform, la ripresa è possibile soltanto agganciandosi ai settori trainanti (piattaforme internet, smart TV, medicale e gaming), che nel 2011 sono cresciuti del 10%-12% e nel 2012 dovrebbero crescere di un ulteriore 6,7%, pur nel persistente quadro di crisi.

Le ricette proposte dall’associazione puntano, di conseguenza, su una doppia strategia: la valorizzazione di queste potenzialità emergenti nell’ICT e, dall’altra parte, la creazione – da parte del Governo – di un quadro istituzionale favorevole all’innovazione. 

Non manca, infine, l’appello rivolto alle aziende del settore  a crescere dimensionalmente, a riposizionarsi, ad investire in modo massiccio in R&S e ad aggregarsi in reti di impresa.

 

 

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