Sono stati pubblicati il 5 settembre 2012 sul sito dell’Anorc, Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale, i risultati della ricerca condotta dall’associazione per far luce sul livello di digitalizzazione della PA italiana.
Gli autori hanno analizzato i siti internet di Comuni capoluoghi, Province, Regioni e Ministeri per verificare la corretta applicazione delle norme sul trattamento dei dati personali, il grado di accessibilità da parte degli utenti e il livello di trasparenza.
Dai dati raccolti emerge come la digitalizzazione della PA, fondamentale per la gestione dei documenti sanitari, amministrativi e personali, sia ancora un traguardo lontano.
Nonostante le indicazioni fornite al riguardo dal Codice in materia di trattamento dei Dati personali e dal Codice dell’Amministrazione Digitale, le figure del responsabile del trattamento dei dati personali e del responsabile della conservazione dei documenti sono presenti solo nella metà dei casi, mentre 1 ente su 10 si affida ad un operatore esterno.
Attenendosi a queste disposizioni, al contrario, le PA potrebbero ottenere risparmi fino a 70 miliardi di euro in carta, manutenzione delle strutture e costi del personale: non poco, in tempi di crisi dei bilanci pubblici e di “spending review”.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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