Sono stati presentati recentemente due documenti relativi all’andamento dell’Information & Communication Technology in Italia.
Assintel ha illustrato, il 10 ottobre 2012, la prima fotografia del suo Report 2012.
Dai dati emerge il progressivo allargarsi della forbice tra l’informatica tradizionale, che sta seguendo il trend recessivo generale, e la nuova IT legata al mondo del web, del social, del mobile e del cloud, che continua a viaggiare in controtendenza con segno positivo. La media dell’intero mercato nazionale è, tuttavia, ampiamente recessiva (-3,2%), ben peggiore di quella del resto dell’Europa (-0,9%) e lontanissima da Paesi come la Germania (4,1%). Con i suoi 19 miliardi di euro, il mercato dell’IT in Italia è tornato, infatti, ai livelli del 2000.
In dettaglio, l’hardware perde il 9,4%, i servizi IT tornano in terreno negativo con -3,8%, la Formazione scende a -4,2%. Il software, al contrario, continua la sua lieve crescita (0,8%): la Business Intelligence di nuova generazione cresce del 3,7% e il Process & Content Management del 4,1%.
Le notizie migliori arrivano però dall’economia digitale: la vendita di tablet aumenta del 52,1%, il cloud computing del 57,8%.
Tra i vari mercati, tengono il Consumer (1,8%), le TLC/Media (1,3%) e le Assicurazioni (1,2%) ma crollano quelli colpiti dalla spending review: PA -10,8% ed Enti Locali -8%. Male anche l’Industria (-5,1%) e il Commercio (-4,5%). Particolarmente colpite dalla crisi appaiono le micro imprese (-16,4%) e le piccole imprese (-11,4%).
Per i prossimi mesi, i budget per l’IT saranno in contrazione (nel 42% delle aziende) o stazionari (per il 33% dei casi).
Un’analisi che trova conferma anche nei dati presentati pochi giorni dopo, il 15 ottobre 2012, da Assinform e Netconsulting.
Nel I semestre 2012 il mercato IT ha subìto, dopo la perdita del 2011 (-1,7%), un’ulteriore contrazione, pari a -3,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In dettaglio, l’hardware è sceso a -7,1%, il software a -0,6%, l’assistenza tecnica a -6,8%, i servizi a -3,3%.
Si tratta di numeri allarmanti, che aggravano la situazione di recessione: le imprese rinunciano ad investire in innovazione e, quindi, a crescere in competitività, efficienza e produttività.
Secondo le stime degli autori, anche la seconda parte dell’anno sarà all’insegna del peggioramento, con una riduzione aggiuntiva del mercato IT pari a -4,4%.
In attenuazione, invece, il calo del mercato delle TLC, che chiude il I semestre 2012 con -1,3% (ma era -2,7% l’anno precedente): un trend dovuto alla ripresa degli investimenti nelle infrastrutture di rete (+2,2%) e nei sistemi e terminali (+4,4%), spinti soprattutto dalla crescita a doppia cifra degli smartphone (+30%).
Una lettura, quella fornita da Assinform, che evidenzia da un lato la crisi degli assetti tradizionali e, dall’altro, l’ascesa del mercato dei tablet (+78,5%), del cloud computing (+41,6%) e di tutte le applicazioni mobile che riguardano la mobilità, la protezione ambientale, la sicurezza sociale e il welfare.
Assinform insiste su due fattori cruciali: l’attuazione immediata di quanto previsto dal pacchetto di misure sull’Agenda digitale varato dal Governo con il decreto legge ‘Crescita 2.0’ e il maggiore coinvolgimento da parte delle imprese, chiamate a proporsi con più innovazione, più best practices, più capacità di intervento.