La Commissione europea ha pubblicato, il 6 novembre 2012, il rapporto “Regional Innovation Scoreboard 2012“, che classifica 190 regioni europee in base alla loro abilità nello stare al passo con le novità tecnologiche.

Lo studio si basa sulla valutazione di 12 parametri tra i quali numero di abitanti, PIL, investimenti in ricerca e sviluppo, attività di innovazione delle piccole e medie imprese e assegna le 190 regioni a quattro diverse categorie di appartenenza:

– 41 sono “innovation leaders”;
– 58 rientrano tra le “innovation followers” (che, pur non agendo da capofila, riescono a tenere il passo con i leader);
– 39 appartengono ai “moderate innovators”;
– 52 fanno parte del gruppo più arretrato, quello dei “modest innovators”.

Il quadro che emerge mostra una notevole spaccatura non solo tra le diverse regioni europee, ma anche all’interno di uno stesso Paese.
La più alta concentrazione di aree leader dell’innovazione si registra in Danimarca, Germania, Finlandia e Svezia: si tratta di nazioni che si distinguono per la quantità di investimenti privati e pubblici in Ricerca e Sviluppo, le attività innovative nelle PMI, le collaborazioni fra privato e pubblico in Ricerca e Innovazione, il numero di brevetti, i servizi ad alta intensità di conoscenza.

L’Italia si colloca al 15° posto tra i 27 Paesi Ue e appartiene alla categoria degli Stati a innovazione moderata. Questo gruppo ha una struttura di innovazione meno equilibrata, soffre di un’attività di innovazione nelle PMI relativamente bassa e di attività molto limitate di Ricerca e Sviluppo. In questi Paesi, inoltre, la collaborazione tra le imprese e tra imprese e organizzazioni pubbliche è molto al di sotto della media europea. Il risultato è un numero relativamente basso di brevetti e prodotti innovativi.

Guardando alle differenze regionali, in Italia queste appaiono decisamente alte:

– nessuna regione si colloca tra gli innovation leaders;
– 7 (Piemonte, Lombardia, Provincia Autonoma di Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Lazio) appartengono al gruppo degli “innovation followers”;
– 12 (Valle d’Aosta, Liguria, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna) a quello dei “moderate innovators”;
– 2 (Calabria e Molise) sono fanalino di coda e rientrano tra i “modest innovator”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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