Il 5 dicembre 2012 Assintel ha illustrato, attraverso i dati dell’Osservatorio delle competenze nell’ICT, uno spaccato aggiornato al 2012 dell’impatto della crisi economica sul mercato ICT dal punto di vista delle risorse umane.

Sono 132.000 le imprese del settore ICT, sospeso tra crisi economica (contrazione del mercato e delle tariffe tariffe) e nuove frontiere del digitale.
Gli addetti (612.000) restano invariati rispetto al 2011, con un deflusso consistente (25,1%) dal lavoro dipendente a quello atipico.
Le retribuzioni crescono meno dell’inflazione: gli impiegati ICT perdono nel 2012 il 2,8% del loro potere d’acquisto.

Un lieve recupero si registra nel trend negativo delle tariffe professionali, che scendono, in media, “solo” dell’1,5%, contro il -2,6% del 2011.
Le retribuzioni dei profili ICT sono ancora inferiori rispetto ad altre aree aziendali, soprattutto quelle del marketing/commerciale.
Fanno in parte eccezione, tuttavia, alcuni profili specifici: Analista Sistemista, Security Engineer, Analista Programmatore, System Engineer, Responsabile Sviluppo Software.

Cresce il mondo della Nuova IT (web, cloud, big data, collaboration e mobile), ma quasi la metà delle aziende deve fare i conti con la mancanza di risorse e quasi il 30% paga la carenza di competenze adeguate. A questo problema, le aziende maggiori rispondono sviluppando le competenze mancanti attraverso la rete dei partner (24,7%), con nuove assunzioni (17%) o formando risorse interne (15,1%).

La situazione delle tariffe professionali continua ad essere critica, confermando il trend in atto dal 2006.
Nel mercato della PA sembra, invece, essere iniziata una lenta inversione di tendenza dei minimi tariffari, che ad oggi risultano inferiori di almeno il 15% rispetto ai prezzi per i settori privati.

 

 

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