Secondo i dati Istat sull’ICT nella Pubblica Amministrazione – diffusi il 27 maggio – nel 2012 gran parte delle amministrazioni locali più grandi risultano dotate di uno specifico ufficio dedicato all’ICT: 21 Regioni e Province Autonome su 22 e 80 su 100 Comuni con più di 60.000 abitanti, contro 6 Comuni ogni 100 tra quelli fino a 5.000 abitanti.
Le funzioni ICT vengono gestite da personale interno in sette amministrazioni su 10 mentre circa nove su 10 ricorrono a fornitori privati; le Regioni, più degli altri enti, si avvalgono anche di fornitori controllati o partecipati dall’ente (72,7%). Dal punto di vista dell’offerta di servizi ICT, 25 società, cui appartengono circa 3.400 addetti, sono direttamente e unicamente controllate da Regioni e Province Autonome.
70 Comuni su 100 tra gli Enti più grandi e appena otto su 100 di quelli più piccoli utilizzano dispositivi mobili (tablet, smartphone, netbook, ecc.).
Il 98% degli enti che si connettono a Internet utilizza tecnologie almeno xDSL; tuttavia tali tecnologie, soprattutto nei Comuni e nelle Comunità montane, consentono di raggiungere velocità superiori o uguali a 2 Mbs soltanto, rispettivamente, nel 75 e nell’80% degli enti on line.
Cresce, anche se lentamente, l’utilizzo di alcune tecnologie volte a ridurre i costi della Pubblica amministrazione, come il ricorso al VoIP e all’e-procurement, l’open source, l’e-learning; tuttavia rimangono differenze sostanziali tra enti di diversa ampiezza demografica.
Per alcune attività correnti quali la gestione della contabilità, dei pagamenti, dei tributi e, per i soli Comuni, dell’anagrafe e stato civile, si raggiunge una buona informatizzazione in rete e un buon livello di integrazione tra diversi applicativi. Altre attività, quali la gestione del provveditorato, dei contratti e delle gare di appalto rimangono poco informatizzate.
Il sito web – già diffuso in quasi tutti gli enti locali dal 2009 – permette ora in molti casi di inoltrare on line modulistica e di concludere per via telematica l’intero iter relativo al servizio richiesto.
Secondo elaborazioni su dati provenienti dal Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE), emerge che nel 2011 la spesa per l’ICT sostenuta dalle amministrazioni locali è stata di circa lo 0,7% delle spese totali, pari ad una spesa ICT per abitante di 28 euro.