Secondo la valutazione dell’Agenda digitale pubblicata lo scorso 13 giugno dalla Commissione europea, i cittadini europei dispongono ormai di reti e servizi digitali di base, ma i problemi esistenti nel settore europeo delle telecomunicazioni e sui mercati del digitale impediscono loro di beneficiare pienamente dei principali vantaggi della rivoluzione digitale in atto.

Da una parte, la banda larga di base è presente praticamente ovunque in Europa, il 54% dei cittadini dell’Unione dispone della banda larga a velocità superiore a 30 Mb/s e l’accesso a internet è sempre più mobile (il 36% dei cittadini dell’Unione si connette a internet a partire da un computer portatile o da un dispositivo mobile).

D’altra parte, solo il 2% delle famiglie è abbonato alla banda larga ultraveloce, limite ben al di sotto dell’obiettivo del 50% entro il 2020, e la metà dei cittadini dell’UE possiede competenze digitali scarse o inesistenti: nell’ultimo anno non è migliorato né il numero né il livello delle competenze degli utenti ICT.

In occasione della presentazione del Digital Agenda Scoreboard 2013 il commissario europeo per l’agenda digitale Neelie Kroes ha sottolineato che dai dati presentati emerge con chiarezza che il problema principale è la mancanza di investimenti nelle reti ultraveloci e di un vero mercato unico delle telecomunicazioni. Il commissario ha dichiarato che nel corso dell’anno la Commissione adotterà proposte di provvedimenti concreti rispondendo all’invito del Consiglio europeo di creare un mercato unico delle telecomunicazioni.

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