
Si è concluso il progetto internazionale per formare istituzioni scientifiche bielorusse all’uso e alle applicazioni del software open source per l’analisi territoriale e lo sviluppo sostenibile. Avviato a novembre 2013, ‘Application of open source software and methods for territorial analysis and sustainable use of natural resources in Belarus’ è stato finanziato come ‘Know-how Exchange Programme’ dalla Central European Initiative, insieme all’Università degli Studi di Trieste; il CSI è stato tra i partner.
“Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, si poneva gli obiettivi di trasferire metodologie e conoscenza di strumenti open source ai beneficiari: l’Istituto Geologico delle Risorse Naturali e Protezione Ambientale, l’Università Statale Bielorussa, l’Istituto di Ricerca per l’uso delle risorse idriche “, esordisce Tatsiana Hubina, della Direzione Sviluppo e Gestione. “In particolare ci siamo focalizzati su GIS open source, software di telerilevamento, modelli numerici, metodi di applicazione e assistenza allo sviluppo di progetti”.
Un primo corso introduttivo è stato organizzato a Minsk nel novembre 2013, coinvolgendo dottorandi di ricerca e Post-doc, giovani scienziati e ricercatori, studenti del quinto anno di corso e prevedendo lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche. Tra queste, è stata effettuata una simulazione di una campagna di campionamenti delle acque di un lago integrando strumenti GIS e GPS e predisponendo i dati per una analisi storica di parametri ecologici delle acque.
Ad aprile 2014 si sono tenuti invece i training avanzati a Torino e a Trieste per fornire supporto e assistenza nello sviluppo di progetti specifici relativi all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. In questo caso si è lavorato applicando strumenti open source per l’analisi e la gestione di sistemi lacustri, per l’analisi di rischio ambientale legato agli oleodotti, per lo sviluppo di modelli sui “corridoi ecologici” fra aree naturali protette e per lo studio dello sviluppo urbano della città di Minsk negli ultimi decenni.
“Con quest’iniziativa abbiamo messo a disposizione a livello internazionale l’esperienza maturata dai colleghi in progetti realizzati in ambito locale”, conclude Adelaide Ramassotto della Direzione Soluzioni Applicative. “I tecnici e i ricercatori che hanno seguito il nostro training sono esperti Gis, ma non avevamo avuto modo in precedenza di usare strumenti software Open Source: questo è stato un punto di forza del progetto, oltre allo scambio reciproco di esperienze”.
(nella foto il fiume Pripyat vicino Mozyr, in Bielorussia)
Lucia Saracco