
Non si può certo dire che questa primavera sia stata avara di novità per il CSI-Piemonte. Il 2 aprile la Regione Piemonte ha affidato al Consorzio il compito di guidare l’innovazione del sistema sanitario piemontese (con un’apposita Delibera di Giunta) e subito dopo, il 15, i Soci Promotori (Regione Piemonte, Università e Politecnico di Torino) e sostenitori del CSI (Comune e Provincia di Torino) hanno firmato un accordo che sostiene ufficialmente il programma di evoluzione e potenziamento del Consorzio. «Insomma – commenta il Presidente del CSI Davide Zappalà – abbiamo iniziato a concretizzare la grande mole di lavoro fatto negli anni e nei mesi scorsi per dare un futuro al Consorzio. A partire proprio dal nostro nuovo ruolo nel settore sanitario».
Ultimo passo compiuto è la stesura di un nuovo Piano di Attività per il 2014, che ha recepito le novità organizzative e operative di questo ultimo periodo. Realizzato con il consueto supporto del Comitato Tecnico Scientifico del CSI, il documento è stato approvato il 6 maggio scorso dal Consiglio di Amministrazione e passerà adesso al vaglio dell’Assemblea. Punto forte del testo, com’era ovvio attendersi, il “Piano di Attività della Salute”, un allegato che approfondisce quanto il Consorzio realizzerà insieme alla Regione Piemonte nei prossimi cinque anni. Con tre obiettivi chiave: adeguarsi alle novità della normativa nazionale, recuperare efficienza e promuovere un’innovazione di processo sostenibile nel Servizio Sanitario Regionale (SSR). «Detto in altri termini – spiega Zappalà – per risparmiare e rendere più moderna la macchina della sanità regionale offrendo servizi sempre migliori alle persone, sia dal punto di vista clinico, ovviamente, che dal punto di vista dei servizi on line e della lotta alla burocrazia».
Ne discende un piano di attività per il CSI-Piemonte articolato in due fasi, relative rispettivamente al triennio 2014-2016 e al biennio 2017-2018. «Nella prima fascia temporale verranno affrontati gli aspetti, per così dire, più “di sistema”: dallo sviluppo di una completa piattaforma regionale di sanità elettronica (Fascicolo sanitario elettronico, ricetta elettronica, gestione dei flussi e delle anagrafiche), allo sviluppo di servizi on line ai cittadini, dalla nuova rete dei medici di medicina generale al nuovo Sistema Informativo Regionale Amministrativo Contabile (SIRAC) e a quello Direzionale (per governare al meglio la spesa sanitaria). Nel restante biennio, infine, si punterà alla dematerializzazione dei documenti clinici (con l’informatizzazione dell’area clinico sanitaria) e alle diagnostiche in rete.
I benefici di questo progetto sono evidenti. «Per le persone in primo luogo – spiega il Presidente del CSI – che avranno strumenti per partecipare in modo attivo ai processi di salute che li interessano e che potranno ottenere un’offerta più rispondente ai loro bisogni, per esempio privilegiando maggiormente come luogo di cura, grazie alle ICT, il loro domicilio piuttosto che l’ospedale (penso alle malattie croniche)». Senza dimenticare «la possibilità di monitorare nel tempo l’equilibrio tra risorse e costi del SSR».
Anche in questo caso la strada è tracciata e c’è la volontà di tutti gli attori istituzionali, e ovviamente del CSI, per far sì che questo progetto ambizioso, ma necessario, possa tradursi in realtà. «Per questo – conclude Zappalà – mi unisco con il Direttore Generale Ferruccio Ferranti al ringraziamento e alle parole di stimolo che nel corso della sua ultima seduta il nostro Consiglio di Amministrazione ha inviato ai colleghi della Direzione Salute, che avranno l’onere di trasformare in realtà quanto previsto dalla Regione». L’occasione, com’è chiaro a tutti, è di quelle che non si possono perdere.
Maurizio Gomboli