Giro d'Italia

Dalle ricognizioni a supporto delle operazioni militari fino alle consegne a domicilio: sentiamo parlare sempre più spesso di droni, i velivoli senza pilota a bordo comandati a distanza.

Il 23 maggio li abbiamo visti volare nel cielo sopra Rivarolo, in occasione della tredicesima tappa del Giro d’Italia. La Protezione Civile della Provincia di Torino, con la collaborazione del CSI-Piemonte, li ha sperimentati per fornire al Comune un supporto per la gestione delle operazioni legate all’organizzazione del Giro d’Italia
I droni permettono, infatti, di effettuare riprese dall’alto e di geo-referenziare le immagini fotografiche; le immagini video vengono poi inviate a terra a una sala operativa mobile e, se necessario, trasmesse in diretta su internet.

Come possono essere utilizzati i droni, insieme alle tecnologie informatiche, per le attività della Protezione Civile sul territorio? La Provincia di Torino ha deciso di verificarne l’utilizzo in ambiti diversi, affidando al CSI, che da più di 10 anni gestisce il sistema informativo della Protezione Civile in Piemonte, la valutazione finale della sperimentazione nel suo complesso.

I droni sono stati utilizzati, ad esempio, coadiuvando il lavoro del CNR-IRPI, per fornire immagini e video dei monitoraggi aerei della recente frana avvenuta a Pramollo: con queste informazioni è stata realizzata una mappatura 3D del movimento franoso che ha permesso di tenerne sotto controllo gli spostamenti. La stessa attività è stata svolta anche in Umbria per il monitoraggio di alcune frane, fornendo al CNR-IRPI una visione aerea con costi notevolmente inferiori rispetto al volo tradizionale in elicottero.

In collaborazione con RFI, i droni sono stati invece impiegati per il sorvolo di zone critiche sulla linea ferroviaria in Val di Susa a supporto del progetto di sostituzione ed eliminazione del tratto di alta tensione che corre nella valle.
Una importante sperimentazione riguarda l’utilizzo dei droni in collaborazione con il Soccorso Alpino piemontese, durante le fasi di ricerca dei dispersi in montagna, per evitare di mandare squadre di soccorritori a verificare territori troppo impervi o di impiegare risorse in zone particolarmente facili e visibili. Parallelamente, sono in corso di verifica i possibili impieghi durante la ricerca di eventuali dispersi sotto valanghe che prevedono l’utilizzo di un drone attrezzato con un ARVA, lo strumento che permette di individuare con precisione persone intrappolate sotto la valanga dotate delle stesso strumento.

“Ancora una volta le nuove tecnologie sono al servizio delle amministrazioni pubbliche e dei cittadini”, spiega Pier Paolo Gruero, responsabile dell’Area Soluzioni di rete del CSI. “L’utilizzo combinato di strumenti innovativi come i droni e dell’IT, se il risultato di questa sperimentazione avviata con la Protezione Civile sarà positivo, potrà essere esteso anche ad altri ambiti e arricchire di nuove funzionalità altri sistemi informativi gestiti dal CSI-Piemonte, come ad esempio il sistema per il governo e la gestione del territorio”.

Anna Carbone

 

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