Spesso pensiamo che l’inquinamento ambientale sia qualcosa che non entra nelle nostre case. Sbagliato, purtroppo. Anche se trascorriamo il 90% del nostro tempo in un edificio (a scuola, a lavoro o in famiglia), la nostra salute non è mai del tutto al sicuro. Questo a causa delle sostanze rilasciate dagli impianti, dall’arredamento, dalle vernici, dai prodotti per la pulizia, dagli abiti e persino dagli zainetti degli studenti a scuola.
Oggi, grazie alla collaborazione tra CSP-Innovazione nelle ICT e CSI-Piemonte, ci viene in aiuto HALADIN’s (HArdware Low-cost for Air quality Detection in INdoor spaces), un sofisticato sistema di sensori in grado di misurare la presenza di sostanze inquinanti presenti all’interno di ambienti chiusi. Un oggetto ipertecnologico, racchiuso in uno strumento dal nome magico e dalla forma che ricorda quella di una lampada da tavolo.
“Il sistema hardware e software di HALADIN’s si basa sulla piattaforma open source Arduino, che integra sensori a basso costo attraverso una sensor board sviluppata ad hoc”, spiega Franco Gola del CSI-Piemonte. I dati rilevati dai sensori sono inviati a intervalli regolari a un server remoto attraverso una connessione Wi-Fi e possono essere visualizzati on line in tempo reale, collegandosi al portale IoT di CSP e alla Smart Data Platform, sviluppata dal CSI per la Regione Piemonte. “L’esperienza di HALADIN’s – prosegue Gola – potrebbe essere replicata per realizzare strumenti con una dotazione di sensori più ampia: ad esempio, polveri e Radon per ambienti chiusi, rumore dentro e fuori le abitazioni, intensità dei campi elettromagnetici e Formaldeide, non solo dentro le nostre case ma anche all’aperto, dove sta emergendo come una nuova tipologia di inquinante da tenere sotto controllo.”
“Grazie ad HALADIN’s – aggiunge Sergio Duretti, Direttore Generale del CSP – proseguiamo il percorso di applicazione concreta dell’Internet of Things ai diversi ambiti della vita quotidiana. Percorso a suo tempo avviato con la SensorBox, la scatola dei sensori che – collocata nella tasca laterale di un normale zainetto – ha permesso nell’ambito del progetto europeo Everyaware la misurazione in tempo reale di valori dell’inquinamento atmosferico come il particolato di carbonio, una polvere ultrasottile considerata estremamente nociva per la salute”.
Da un mese circa il primo prototipo di HALADIN’s è installato presso la Biblioteca “Primo Levi” di Torino e trasmette le proprie misurazioni ogni 5 minuti. I parametri misurati riguardano VOC (Volatile Organic Compounds) e Formaldeide: attraverso tre led colorati (verde, giallo, rosso) viene fornita una indicazione cromatica della qualità ambientale, che può aiutare ad attuare interventi migliorativi anche molto semplici, come aprire una finestra per migliorare l’aerazione dell’ambiente. Sono inoltre misurati parametri micro-climatici come temperatura, umidità e radiazione solare. Tutti elementi particolarmente significativi per una biblioteca.
Dai primi dati emersi, che verranno approfonditi dall’ARPA, emergono alcuni aspetti interessanti. Per esempio VOC e Formaldeide sono su livelli medio bassi la notte, per scendere ulteriormente al mattino (probabilmente in seguito all’areazione dei locali) e risalire costantemente durante il giorno, con la sola eccezione del pranzo e della sera (anche in questo caso legata forse all’afflusso di aria fresca).
Insomma, HALADIN’s può davvero aiutarci a vivere meglio. Con la possibilità, proseguendo con la sperimentazione, di disporre di serie storiche di rilevamento che ci permetteranno di capire come intervenire nel modo migliore in difesa della nostra salute.
Anna Carbone