2.108 teleconsulti erogati in un anno. 32 Ospedali che li richiedono. Un tempo di risposta che nel 50% dei casi è inferiore ai 30 minuti. 1.500 operatori sanitari coinvolti. Questi dati fotografano bene il progetto di teleconsulto in situazioni di emergenza-urgenza, che il CSI mette a disposizione delle strutture ospedaliere piemontesi e che è disponibile via Web e da tablet a partire da giugno 2013. Di fatto consente di effettuare consulenze specialistiche, in tempo reale, senza dover trasportare il paziente per il consulto. In più permette di condividere in modo semplice e veloce immagini radiologiche di grandi dimensioni ad alta definizione.

Il sistema attualmente è utilizzato per richiedere in modo semplice una consulenza per traumi, ustioni, stroke e altre patologie gravi agli specialisti di Neurochirurgia degli ospedali di Torino (Molinette, Regina Margherita, CTO e S. G. Bosco), Alessandria, Cuneo e Novara. Grazie alla release messa in produzione lo scorso anno, i medici che rispondono a una richiesta di teleconsulto possono fornire la propria valutazione sul caso, definire lo scenario di trattamento e le azioni consigliate. Il tutto dopo aver analizzato (anche mediante un tablet) le immagini radiologiche, i referti e le informazioni condivise dai medici dei DEA (Dipartimenti di Emergenza e Accettazione), che effettuano il primo intervento di pronto soccorso su pazienti con problematiche che vanno dal trauma cranico e spinale alla patologia cerebrovascolare emorragica e ischemica, fino ad altre patologie gravi, come le ustioni.

I vantaggi non sono indifferenti: miglior qualità di cura, ottimizzazione nella gestione dei tempi e dei turni di presenza degli specialisti, risparmio di tempo e risorse economiche. E a breve potrebbero esserci interessanti evoluzioni anche per consulenze tra reparti dello stesso ospedale e per altre specialità. In totale sicurezza e a vantaggio dei cittadini.

Lucia Saracco

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