Il futuro prossimo del Consorzio e la collaborazione con la PA locale e nazionale nelle parole del neo Presidente Riccardo Rossotto
Il nuovo Presidente del CSI Piemonte Riccardo Rossotto non poteva trovare una platea migliore per la sua prima uscita ufficiale. Avvocato in materia di diritto industriale, societario e commerciale, Rossotto ha moderato infatti l’incontro che CSI, Regione Piemonte e Agenzia per l’Italia Digitale hanno tenuto il 21 gennaio scorso con la pubblica amministrazione locale. A margine dell’evento abbiamo discusso con lui degli obiettivi del suo mandato e della collaborazione avviata con l’AgID.
Presidente Rossotto, che CSI ha trovato in questi primi giorni di lavoro?
L’esordio con la maglia del CSI mi ha dato modo di scoprire grandi competenze e una grande volontà di mettersi in gioco e di ridare al Consorzio un ruolo chiave nello sviluppo e nella digitalizzazione della pubblica amministrazione. Gli uomini e le donne del CSI hanno davanti una partita non semplice. Il contesto economico e lo stato delle risorse pubbliche ci impongono infatti una doverosa rivisitazione del nostro modello operativo, che deve essere adeguato alle nuove esigenze e alle minori risorse dei nostri clienti. Per questo mi auspico un nuovo spirito di squadra, che infonda forti motivazioni all’interno e un diverso atteggiamento nei confronti dei nostri soci. Se vogliamo rilanciare il CSI servono comportamenti concreti, virtuosi e proattivi. E un grande senso di responsabilità da parte di tutti noi.
Ha accennato al lavoro di squadra. Lo stesso di cui ha parlato il Direttore dell’AgID Alessandra Poggiani nel suo intervento in CSI.
La Dott.ssa Poggiani, giustamente, ha sottolineato l’importanza di fare sistema fra amministrazioni e livelli governativi diversi, per rendere efficace il processo di digitalizzazione della PA italiana. Sono totalmente d’accordo. Il nostro Consorzio, con grande lungimiranza, fu pensato dalla Regione Piemonte proprio con questo obiettivo, per altro in grande anticipo rispetto alle esigenze del mercato allora note. Il Piemonte ha una storia di innovazione molto importante, fatta di successi, competenze ed esperienze ben rappresentate dal CSI. Per questo ci candidiamo per essere partner importanti dell’AgID nella sfida che si giocherà nei prossimi cinque anni e che forse rappresenta l’ultimo treno a disposizione per cambiare il Paese e attuare davvero l’Agenda Digitale italiana.
L’apertura di una Unità di Progetto presso la nostra sede rappresenta il primo, significativo passo. L’auspicio è che si esca finalmente dalla filosofia dell’Italia dei campanili. Solo facendo rete e spingendo i vari protagonisti a costruire insieme possiamo pensare di acquisire competitività a livello locale, nazionale e internazionale. In questo mi aspetto che l’Agenzia per l’Italia Digitale non sia soltanto un pensatoio strategico, ma diventi una vera cabina di regia di un processo di integrazione delle varie eccellenze dell’ICT esistenti nelle Regioni e nei Comuni d’Italia.
Cosa intende esattamente quando parla di un nuovo ruolo del CSI verso i propri clienti?
Dobbiamo costruire una relazione nuova, basata sulla customer satisfaction. Il CSI deve essere vissuto come una opportunità, non come un vincolo: dobbiamo candidarci a diventare problem solver per i nostri clienti. Ma allo stesso tempo dobbiamo aprire un canale di dialogo importante con tutto il comparto ICT piemontese, assumendo consapevolmente un ruolo di driver, facilitatore e integratore per la partecipazione a opportunità di business internazionale. Non è una sfida facile, ma è necessario giocarla se vogliamo rilanciare davvero quella che da oltre 35 anni è una delle eccellenze più significative dell’ICT piemontese e nazionale.
Maurizio Gomboli