Si è tenuto il 6 maggio a Torino, presso l’Auditorium CSI Next, il convegno “Sovranità digitale. Governare dati, infrastrutture, innovazione”. Un’occasione di confronto promossa dal CSI Piemonte per alimentare il dibattito nazionale ed europeo su un tema sempre più centrale: costruire un digitale più autonomo, sicuro e sostenibile.

Dalla visione europea alle prime applicazioni

La sovranità digitale è ancora un obiettivo o è già in costruzione? È attorno a questa domanda che si è sviluppato il confronto, evidenziando una direzione sempre più chiara a livello europeo: ecosistemi federati, standard condivisi e maggiore controllo sui dati. Una traiettoria che inizia a trovare applicazioni concrete anche sui territori, dove infrastrutture locali, open source e modelli di gestione condivisa aprono la strada a nuove forme di autonomia digitale.

In questo scenario, il software si conferma un nodo strategico: l’open source emerge come possibilità concreta per ridurre la dipendenza tecnologica e rafforzare nel tempo controllo e continuità.

Open source, imprese e nuove alleanze

Dal confronto tra esperti e imprese emerge un equilibrio da costruire: apertura e innovazione da un lato, sostenibilità e solidità delle soluzioni dall’altro. L’open source si conferma motore di trasparenza e interoperabilità, mentre il contributo delle aziende resta fondamentale per sviluppare infrastrutture scalabili. A fare la differenza è, ancora una volta, la collaborazione tra pubblico e privato, condizione chiave per sistemi digitali affidabili e duraturi.

Un decalogo per orientarsi

In chiusura, il Direttore Generale del CSI Piemonte, Pietro Pacini, ha presentato il “Decalogo per la sovranità digitale”, principi operativi per accompagnare enti e organizzazioni nel rafforzamento dell’autonomia su dati, infrastrutture e servizi.

Scarica il decalogo

Una sfida che va oltre la tecnologia

Più che un tema tecnico, la sovranità digitale si conferma una sfida sistemica, che intreccia governance, competenze e modelli di sviluppo, in un percorso che coinvolge l’intero ecosistema e chiama in causa istituzioni, imprese e territori.

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