A dieci anni dalla sua introduzione, il GDPR conferma di aver ridefinito l’approccio alla sicurezza delle informazioni e alla tutela dei diritti fondamentali nell’era digitale. Non più solo un adempimento normativo, ma un vero e proprio strumento strategico per il trattamento dei dati e l’innovazione. È questo il quadro emerso durante il convegno che si è tenuto il 20 maggio all’Auditorium CSI Next.

Dal rispetto delle regole a una nuova consapevolezza

Il regolamento europeo ha contribuito a diffondere una cultura della protezione dei dati sempre più radicata. Da un lato i cittadini, oggi più attenti e consapevoli dei propri diritti; dall’altro le organizzazioni, chiamate a integrare nei propri processi principi di responsabilità e accountability.
In questi anni si sono affermati concetti ormai centrali, come l’approccio risk based, l’uso sistematico delle valutazioni d’impatto e il riconoscimento del dato personale come valore da proteggere. Un modello che ha fatto scuola, influenzando anche le normative successive, dalla NIS2 agli standard internazionali ISO 27001 e 27701.

La governance dei dati

Tra i temi più rilevanti, la crescente complessità nella gestione dei dati. Le organizzazioni si muovono oggi in ecosistemi articolati, tra piattaforme integrate, flussi distribuiti e ricorso sempre più massiccio al cloud. In questo scenario, la protezione dei dati non può più essere confinata a singole funzioni, ma richiede una governance trasversale, capace di coinvolgere tutta l’organizzazione.

GDPR e IA: un connubio possibile?

Al centro del confronto anche il rapporto tra GDPR e intelligenza artificiale. L’adozione di sistemi basati su AI apre interrogativi cruciali: dalla trasparenza degli algoritmi alla loro spiegabilità, fino alla responsabilità delle decisioni automatizzate. Il GDPR resta un riferimento fondamentale, ma deve necessariamente dialogare con le nuove cornici regolatorie, a partire dall’AI Act.

Il ruolo degli ecosistemi pubblici

Nel dibattito è emersa anche l’importanza degli ecosistemi pubblici e delle infrastrutture tecnologiche nel sostenere la transizione digitale. La collaborazione tra pubblico e privato si conferma un fattore chiave per affrontare le sfide future. In questo contesto, il CSI Piemonte punta a rafforzare il proprio ruolo di facilitatore, promuovendo buone pratiche e mettendo a disposizione competenze a supporto della pubblica amministrazione e del territorio.

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