L’organizzazione hi-tech Business Software Alliance ha pubblicato la prima edizione del suo ‘Global Cloud Computing Scorecard‘, un monitoraggio in merito alle legislazioni nazionali sul cloud computing in ventiquattro Stati.
La classifica è guidata dal Giappone, che si distingue per il livello di diffusione della banda larga, l’impegno per gli standard di interoperabilità e la legislazione aggiornata per contrastare il cybercrimine.
In Europa, dove manca un’armonizzazione tra le politiche nazionali, il primo piazzamento spetta alla Germania, che deve il suo risultato all’impegno nella tutela della privacy e al progetto di ampliare la penetrazione di internet veloce a 50 Mbit fino al 75% delle abitazioni.
L’Italia occupa la sesta posizione nel mondo e la terza in Europa: il Paese ha buone leggi contro i crimini elettronici e per la tutela della privacy, misure che favoriscono lo sviluppo del cloud computing. Inoltre, secondo la ricerca, l’Italia garantisce, attraverso il copyright, la tutela dei servizi software abilitati dalla nuvola informatica. Tuttavia, è necessario uno sforzo ulteriore per filtrare i contenuti web a livello di internet service provider, per scoraggiare la circolazione di contenuti illegali.