E’ stata diffusa il 18 giugno 2012 la seconda edizione del rapporto sulla digitalizzazione in Europa.

Cresce la banda larga, con il 95% degli europei dotati di una connessione broadband fissa e il 48,8% dei nuclei familiari con accesso ad Internet veloce o ultra-veloce; tra consumatori e aziende si diffonde il mobile, con +62% dei collegamenti wireless; nel 2011 gli europei utenti regolari di Internet hanno toccato il 67,5%, mentre i non utenti continuano a diminuire (30% nel 2009, 26% nel 2010, 24% del 2011).

Per quanto riguarda la fornitura e l’uso di servizi di eGov, i maggiori sviluppi si sono avuti, salvo un’eccezione, nei Paesi con maggiori difficoltà finanziarie (Grecia, Irlanda e Portogallo) a riprova di quale importante ruolo svolgano i servizi digitali nel successo delle riforme strutturali e delle politiche di riduzione della spesa pubblica. In generale, in Europa la disponibilità di servizi pubblici digitali è ormai molto elevata (almeno per quelli base), ma resta il problema del loro scarso utilizzo da parte di cittadini e imprese.

Non mancano gli aspetti critici: la metà della forza lavoro europea non ha competenze sufficienti in campo ICT; gli acquisti on line non valicano i confini nazionali; l’uso del commercio elettronico da parte delle PMI non è progredito; gli investimenti nella ricerca restano indietro; le società di TLC continuano ad addebitare tariffe di roaming mobile eccessive.

E l’Italia? E’ in ritardo su vari punti: a gennaio 2012 il tasso di penetrazione della banda larga su rete fissa era al 22,2% (contro una media UE del 27,7%), mentre quella della banda larga mobile si attestava al 31,3%, in crescita ma a -11,8 punti dalla media europea. E ancora, nel 2011, solo il 51% della popolazione usava regolarmente Internet, mentre lo sviluppo dell’eCommerce si fermava a -27 punti dalla media UE. Quanto all’uso dei servizi di eGov, l’Italia è al 22% contro il 41% di media europea.

 

 

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