Il secondo “Decreto Crescita”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 ottobre 2012, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 2012.
Le principali misure adottate riguardano lo sviluppo dell’Agenda Digitale Italiana, la creazione di startup innovative, gli strumenti fiscali per agevolare la realizzazione di opere infrastrutturali con capitali privati, l’attrazione degli investimenti esteri in Italia, i crediti nei confronti delle PMI, gli interventi di liberalizzazione.

Per quanto riguarda l’Agenda Digitale, vengono recepiti i princìpi dell’Agenda Digitale Europea in merito a:

Identità digitale e servizi innovativi per i cittadini

  • creazione di un documento digitale unico che vada a sostituire la carta di identità e la tessera sanitaria;
  • istituzione dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) e Archivio georeferenziato delle strade;
  • censimento ISTAT della popolazione annuale dal 2016;
  • costituzione del domicilio digitale per il cittadino e per le imprese, attraverso cui inviare e ricevere tutte le comunicazioni con la PA.

Amministrazione digitale

  • definizione di dato aperto;
  • valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nazionale;
  • interoperabilità delle anagrafi di rilevanza nazionale;
  • effettuazione degli acquisti della PA in modalità esclusivamente telematica e impulso al riutilizzo dei programmi informatici;
  • promozione e diffusione di servizi innovativi di trasporto intelligenti (ITS) e di biglietteria automatica;
  • trasmissione telematica delle certificazioni di malattia nel settore pubblico;
  • utilizzo di tecnologie che permettano la fruibilità per le persone con disabilità sensoriali.

Istruzione digitale

  • introduzione, dall’anno accademico 2013/2014, del fasciscolo elettronico dello studente;
  • adozione progressiva di testi scolastici in versione digitale;
  • creazione di centri scolastici digitali utilizzando le nuove tecnologie per il collegamento degli studenti in ambiti territoriali particolarmente isolati (ad esempio piccole isole e comunità montane).

Sanità digitale

  • istituzione del fascicolo sanitario elettronico come documento digitale unico dei dati socio sanitari del paziente;
  • accelerazione del processo di prescrizioni mediche digitali;
  • possibilità di conservare le cartelle cliniche solo in forma digitale;
  • estensione della spendibilità delle prescrizioni di farmaceutica a tutto il territorio nazionale.

Azzeramento del divario digitale

  • stanziamento pari a 150 milioni di euro per portare la banda larga in aree a fallimento di mercato nel Centro Nord, in una logica di attivazione di maggiori risorse regionali e private;
  • stanziamento pari a 600 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga ed ultralarga nelle zone del Centro Sud;
  • semplificazione degli adempimenti normativi per la diffusione della banda ultra larga;
  • esenzione dalla tassa per l’occupazione del suolo e del sottosuolo per gli scavi per la posa di fibra ottica;
  • facilitazioni destinate agli operatori di Tlc per le operazioni di posa della fibra ottica.

Pagamenti elettronici

  • obbligo per la PA di accettare pagamenti in formato elettronico e di pubblicare sui siti internet i codici IBAN;
  • obbligo dell’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento esteso a tutte le attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali;
  • possibilità di effettuare i pagamenti elettronici tramite tecnologie mobile.

Giustizia digitale

  • snellimento di modi e tempi in materia di comunicazioni e notifiche, introducendo processi per via telematica;
  • semplificazione delle notifiche per la legge fallimentare, con l’introduzione delle comunicazioni online nei momenti essenziali della procedura.

Comunità intelligenti
Il provvedimento disegna l’architettura tecnica, di governo e di processo per la gestione delle comunità intelligenti e dei servizi e dati da queste prodotte.
Le comunità intelligenti, soggetti partecipativi, che promuovono l’emersione di esigenze reali dal basso e l’innovazione sociale, prevedono meccanismi di partecipazione, inclusione sociale ed efficienza delle risorse attraverso il riuso e la circolazione delle migliori pratiche. Un sistema di valutazione e monitoraggio garantirà che le comunità rispettino gli impegni presi attraverso uno statuto periodicamente rivisto, allo scopo di verificare e massimizzare l’impatto del progresso tecnologico sul territorio.
All’agenzia Digitale verrà dato mandato di promuovere un piano nazionale annuale, emanare linee guida, istituire e gestire la piattaforma per le comunità intelligenti, istituire il catalogo del riuso. Prevista, inoltre, l’istituzione – presso l’Agenzia per l’Italia digitale – del Comitato tecnico delle comunità intelligenti.

Start up innovative
Per quanto attiene alla nascita e alla gestione di imprese innovative, vengono introdotti per la prima volta la definizione e gli specifici requisiti della startup e dell’incubatore certificato di questo tipo di imprese: per entrambi sarà istituita un’apposita sezione del Registro delle Imprese. Secondo quanto previsto dal provvedimento, le startup godranno di deroghe al diritto societario e particolari benefici, incentivi agli investimenti, aiuti per l’accesso al credito e l’internazionalizzazione, aiuti per lo stato di crisi. Vengono messi immediatamente a disposizione circa 200 milioni di euro e, una volta a regime, verranno impegnati 110 milioni di euro ogni anno.

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