L’OCSE ha recentemente diffuso due pubblicazioni inerenti, rispettivamente, le politiche e gli investimenti dei Paesi membri nel campo della scienza, della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione e la situazione globale della Internet economy.

Nel primo documento,“OCSE Science, Technology and Industry Outlook 2012”, si evidenzia che la forte diminuzione (-4,5%) della spesa delle imprese in ricerca e sviluppo avvenuta nel 2009 è stata seguita da una ripresa debole, non sufficiente a ripristinare i livelli precedenti.
Si differenziano da questo quadro globale le economie asiatiche, dove la spesa in R&S ha continuato ad aumentare durante la crisi: nel 2010, ad esempio, gli investimenti delle imprese sono cresciuti del 29,5% in Cina e del 20,5% in Corea e India.
Guardando poi al dettaglio degli specifici settori di attività, risulta che la crisi non ha fermato il trend di crescita delle spese in ricerca e sviluppo delle grandi aziende di software e delle imprese operanti nel settore dell’assistenza sanitaria.
In generale, l’andamento degli investimenti pubblici in R&S ha in parte compensato il calo di quelli privati, ma si tratta di un fenomeno temporaneo: molti Paesi, infatti, hanno aumentato i finanziamenti governativi fino all’inasprirsi della crisi economica, per poi ridurre o comunque moderare tali spese.

Il secondo documento, “Internet Economy Outlook 2012”, mette in luce che i collegamenti wireless a banda larga sono il principale fattore di espansione della rete: nel dicembre 2011, questo tipo di collegamenti ha raggiunto – nell’area OCSE – quota 670 milioni, più del doppio degli abbonamenti alla banda larga fissa (315 milioni).
L’espansione della connettività Internet mobile ha contribuito a sostenere il settore ICT durante la crisi, con un tasso annuo di crescita dei ricavi del 6% tra il 2000 e il 2011 per le aziende al top della classifica.
In due terzi delle nazioni OCSE, oltre il 95% delle aziende utilizza Internet, ma vende beni e servizi sul web solo il 18% delle imprese con dieci o più addetti; circa il 70% delle famiglie OCSE accede a Internet tramite la banda larga, a velocità sempre più alte e a costi sempre più bassi.
L’Italia è quarta per spesa ICT, dietro Germania, Regno Unito e Francia, ma è sotto la media OCSE per accesso delle famiglie a Internet e alle connessioni ultraveloci.
Un capitolo del rapporto è dedicato, in particolare, all’uso delle ICT nel settore sanitario – ad esempio con le cartelle mediche elettroniche e con la telemedicina – e alle possibilità che queste offrono in termini di migliore qualità ed efficienza delle cure, costi operativi meno alti e metodi completamente nuovi per curare le persone. Non mancano, tuttavia, gli ostacoli: occorre intervenire di più per favorire lo scambio di dati e lo sviluppo della banda larga, di standard aperti e dell’interoperatività.
Per quanto concerne l'”Internet delle cose”, l’OCSE evidenzia – infine – due fattori favorevoli alla sua diffusione: l’ubiquità delle reti e i prezzi sempre più bassi per i moduli di comunicazione utilizzati per collegare le attrezzature.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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