Dalla 46ma edizione del Rapporto Censis, illustrata a Roma il 7 dicembre 2012, emergono dati significativi per quanto riguarda i consumi mediatici degli italiani e la diffusione e l’utilizzo dei servizi di eGovernment messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione.
Relativamente alla popolarità dei mezzi di comunicazione, quelli che riscuotono maggiore successo sono gli stessi capaci di integrare le funzioni dei vecchi media nell’ambiente di Internet, ossia gli smartphone e i tablet.
Gli smartphone, in particolare, sono oggi in possesso del 27,7% della popolazione italiana, con un aumento del 10% in un anno, mentre i tablet sono diffusi tra il 7,8% della popolazione.
Il 37,5% dei possessori di mobile device si dedica al download delle app: si scaricano soprattutto giochi (63,8%), informazioni sul meteo (33,3%), informazioni stradali (32,5%), app per social network (27,4%) e app per le news (25,8%).
La penetrazione di Internet guadagna 9 punti percentuali in un anno e raggiunge, nel 2012, il 62,1% della popolazione, con evidenti disparità tra diverse categorie: è connesso il 90,8% dei giovani, l’84,1% dei laureati e diplomati e il 74,4% dei residenti delle grandi città, mentre arrancano gli anziani, gli individui meno istruiti e i residenti dei centri minori.
Prosegue l’ascesa dei social network: è iscritto a Facebook il 41,3% della popolazione (il 66% degli internauti e il 79,7% dei giovani), mentre Youtube raggiunge il 38,3% della popolazione (che corrisponde al 61,7% degli internauti).
La maggior parte di coloro che navigano in Internet (il 75,4%) avverte i pericoli derivanti dalla violazione della propria privacy. I rischi più temuti riguardano la registrazione dei percorsi di navigazione da parte dei motori di ricerca (23,5%), l’utilizzo di informazioni a scopi commerciali (21,4%) e la geolocalizzazione (14,7%). Il 74,3% degli internauti è, inoltre, favorevole al diritto all’oblio in rete, ossia alla cancellazione dei dati dalla memoria collettiva.
Per quanto riguarda l’eGovernment, il Censis conferma l’aumento dell’offerta di servizi on line da parte della Pubblica Amministrazione, ma nota come a questa tendenza non corrisponda un parallelo incremento del ricorso a questo tipo di servizi da parte dei cittadini. Gli ostacoli sono molteplici: dalla scarsa alfabetizzazione informatica che caratterizza la popolazione italiana all’insufficiente diffusione della banda larga su rete fissa (che raggiunge, oggi, solo il 22,8% della popolazione).
Un dato da non sottovalutare, però, è anche l’inerzia della Pubblica Amministrazione, dove – rilevano i ricercatori del Censis – prevale ancora un “modello infruttuoso di open government” improntato al burocentrismo: se è vero che le amministrazioni italiane mettono oggi a disposizione 3647 dataset, manca ancora un reale sforzo verso la fornitura di servizi utili al cittadino e restano pochissimi i tentativi di coinvolgere gli utenti facendoli interagire con la PA.