Il rapporto “The Global Information Technology Report. Growth and Jobs in a Hyperconnected World” del World Economic Forum, giunto alla dodicesima edizione, analizza l’impatto dell’ICT sulla crescita economica e il lavoro, sulla competitività degli Stati e il benessere dei cittadini in un mondo iperconnesso.
Lo studio presenta i dati di 144 Paesi in relazione alla capacità di sfruttare la tecnologia dell’informazione (“Networked Readiness Index”), un indice elaborato a partire da 54 parametri, che vanno dalla penetrazione di Internet alla diffusione degli smartphone alla disponibilità di capitali.
Nell’edizione di quest’anno del rapporto, la Finlandia si posiziona al primo posto, con un indice pari a 5,98. Seguono Singapore, Svezia e completano la top ten Paesi Bassi, Norvegia, Svizzera, Regno Unito, Danimarca, Stati Uniti, Taiwan e Cina. L’Italia si posiziona al cinquantesimo posto, con un indice di 4,18, scendendo di due posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno.
Lo studio “The Global Information Technology Report” sottolinea anche come l’economia digitale sia un generatore di PIL e posti di lavoro: nonostante il clima economico globale sfavorevole, secondo l’analisi di Booz & Company (che ha contribuito alla redazione del rapporto), la digitalizzazione ha aumentato il Prodotto Interno Lordo mondiale di 193 miliardi di dollari e ha contribuito a creare 6 milioni di posti di lavoro nel 2011.