C’è un grande fermento all’Università degli Studi di Torino: manca poco alla sei giorni di maratona finale di #hackUniTO, che si tiene dal 12 al 17 maggio al Campus Luigi Einaudi di Torino.
Un hackaton a tutti gli effetti, nato con l’obiettivo di elaborare soluzioni innovative che possano migliorare la qualità della vita del territorio e dell’Università. Il lavoro è iniziato alcuni mesi fa e oggi sulla piattaforma www.hackunito.it si contano oltre 170 progetti presentati e più di 1000 persone registrate.
L’iniziativa è la prima in Italia, con l’Università che si pone come motore di innovazione per gli atenei e i territori, nazionali e internazionali. #hackUniTO è aperto non solo a informatici o esperti, ma anche a tutti coloro che vivono la realtà dell’Università, a creativi e a semplici curiosi: un vero e proprio evento partecipativo nel quale ognuno mette a disposizione le proprie competenze per trasformare un problema in una soluzione.
#hackUniTO non si esaurisce qui: dal 17 al 18 maggio ci sarà hack4MED, organizzato dalla Regione Piemonte in collaborazione con l’Università di Torino, una 24 ore non stop di hackaton del progetto europeo HOMER. Il progetto, di cui la Regione Piemonte è capofila e il CSI partner, ha l’obiettivo di armonizzare le politiche e i cataloghi degli open data nei paesi dell’area del mediterraneo.
Nel corso di hack4MED 700 dataset liberi, provenienti dal progetto HOMER, saranno a disposizione di sviluppatori e aziende per proporre idee di utilizzo e di condivisione dei dati, soluzioni tecnologiche, app, portali, servizi innovativi che facciano uso di almeno uno di questi set di dati. L’hackathon si svolgerà contemporaneamente in 7 regioni del MEDiterraneo (Andalusia, Corsica, Provenza e Costa Azzurra, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Creta, Montenegro). Tutti gli innovatori e le menti creative che parteciperanno saranno invitati anche ad un’altra sfida: sviluppare progetti utilizzando gli open data services di Open DAI, un progetto europeo coordinato dal CSI-Piemonte che ha l’obiettivo di rendere disponibili dati e piattaforme per i servizi pubblici digitali su infrastrutture di cloud computing.
“Il CSI ha realizzato nell’ambito del progetto HOMER i meccanismi di federazione tra portali open data” – spiega Anna Cavallo, responsabile dei progetti open data del CSI. “Con un indice e un motore di ricerca semantico e multilingua è possibile infatti ricercare da qualsiasi portale federato in HOMER i dati pubblicati in tutti gli altri portali. Con Open DAI abbiamo invece realizzato una piattaforma in grado di esporre i dati open non come semplici dataset scaricabili, ma come open data services e API che di accedere alle informazioni direttamente alla fonte mediante infrastutture cloud.”
Quali saranno i risultati di hack4MED? “Ci aspettiamo idee innovative e creative di spunto per nuove app o servizi web, primi passi verso nuovi servizi utili alla collettività o nuovi strumenti di data visualization – continua Anna Cavallo – che consentano una maggior comprensione e fruizione dell’immenso patrimonio informativo che le PA mettono a disposizione di cittadini e imprese”.
Anna Carbone