Il rapporto sui progressi nella diffusione dei servizi online recentemente pubblicato dalle Nazioni Unite evidenzia i progressi di molti Paesi per migliorare l’efficienza della PA e razionalizzare i sistemi di governance. In una fase di grave recessione quale quella attuale, diventa – infatti – molto importante affiancare ai tradizionali canali di erogazione dei servizi nuove modalità fondate sull’utilizzo delle ICT. Il principale obiettivo consiste nel potenziare i collegamenti tra i diversi livelli di governo e contribuire al rilancio di uno sviluppo sostenibile inclusivo, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini .

Nella classifica che misura la capacità delle PA centrali di utilizzare le ICT per le proprie funzioni amministrative, il primo posto spetta alla Repubblica di Corea, seguita da Paesi Bassi, Regno Unito, Danimarca, Stati Uniti, Canada, Francia, Norvegia, Singapore e Svezia. L’Italia è 32esima, migliorando di sei posizioni rispetto all’indice 2010.

Gli indicatori fanno riferimento a tre dimensioni del ‘governo elettronico’: obiettivi e qualità dei servizi online, connettività, capitale umano. L’Italia segna valori piuttosto bassi sui servizi online, ma fa meglio sul fronte delle infrastrutture di connettività e del capitale umano.
Per quanto riguarda proprio l’accesso alle infrastrutture, si riscontra a livello mondiale un incremento nella diffusione di dispositivi mobili, mentre resta molto bassa la diffusione della banda larga specie nelle aree geograficamente isolate. Forti differenze continuano a caratterizzare la diffusione dell’eParticipation e del libero accesso all’eGgovernment attraverso servizi wifi aperto, chioschi pubblici, siti di social networking.

 

 

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