Il Miur ha pubblicato una ricerca che delinea il quadro della partecipazione italiana al Settimo Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo tecnologoco dell’UE (si tratta di dati stimati, poichè riferiti alle richieste di finanziamento e non ai contratti definitivi, non ancora disponibili).
Tra le regioni, il Lazio è quella che si aggiudica la maggiore quantità di fondi europei, mentre la classifica dei ricercatori più abili nell’attrarre gli stanziamenti è guidata dalla Liguria. L’Italia sì è aggiudicata, complessivamente, il 9% dei 32 miliardi di budget relativi ai bandi del progetto ‘Cooperazione’, uno dei più importanti del VIIPQ.
Ma ancora una volta emerge l’immagine di un Paese a due velocità: solo nove regioni (Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Campania e Puglia) sono in grado di competere con il resto dell’Europa. In particolare, il Lazio si distingue nel settore ICT; la Lombardia in quello delle biotecnologie e – insieme al Piemonte – delle nanotecnologie dei materiali e dei sistemi di produzione e processo; la Liguria, il Trentino e la Toscana spiccano sul fronte dei ricercatori più produttivi. Il Piemonte ottiene il 10,65% dei fondi assegnati all’Italia e, oltre che nelle nanotecnologie, ottiene buoni piazzamenti anche nell’ICT, con il 19% delle risorse totali, e nei trasporti, in cui detiene il primato nazionale.