“Sistema Susio”, società di consulenza, ricerca e formazione specializzata nella Pubblica Amministrazione, ha realizzato uno studio che descrive l’uso di social media quali facebook, youtube, twitter e flickr nei 117 comuni capoluogo di provincia italiani.
L’analisi, che riguarda i contenuti veicolati, la frequenza di aggiornamento, il grado di interazione e la tempestività e pertinenza dei feed-back da parte degli enti, si chiude con l’indicazione di alcune ‘best practices’ a livello nazionale per il miglioramento del dialogo e dell’interazione con il cittadino.
Il 45,3% dei Comuni è presente su almeno uno dei quattro social network analizzati, mentre il 54,7% non possiede alcun profilo, pagina o canale ufficiale. Facebook si conferma il social più gettonato, non solo per la sua familiarità/notorietà, ma anche per le opportunità di interazione.
In generale, tuttavia, la logica del web 2.0., che trasforma il social in una “piazza virtuale” dove i cittadini possono aprire discussioni, chiedere informazioni e postare opinioni e commenti senza censura, è presente solo in una minoranza di Comuni, che sfruttano il canale social con un linguaggio istituzionale, colloquiale e non burocratico. In questo senso si segnalano le esperienze di Firenze, Genova, Lodi, Modena, Monza, Padova, Rimini, Torino – definito come una ‘punta di diamante nell’applicazione del web 2.0 e nella gestione della comunicazione sociale’ – e Udine.
Tutti i casi riportati dimostrano che l’interazione con il cittadino funziona quando ben organizzata, sistematica e strutturata su argomenti di reale interesse per il visitatore.
In tempi di forti vincoli ai bilanci della PA, infine, non va dimenticato che i costi per gestire i social network sono decisamente inferiori a quelli di altri strumenti di comunicazione o marketing.