Il Government Digital Service britannico ha recentemente pubblicato un set di criteri da seguire per la progettazione dei servizi pubblici digitali e ha chiesto ai cittadini di esprimere la loro opinione in merito.
L’iniziativa si fonda su un principio base, quello dell’ascolto: occorre mettere l’utente finale e le sue necessità al centro dell’attenzione di chi programma i servizi, prima che questi ultimi siano oggetto di sviluppo.
Ecco i dieci criteri che compongono il set:
- Start with needs (partire dai bisogni degli utenti);
- Do less (la PA deve concentrarsi solo sulla propria missione e sui propri asset);
- Design with data (progettare solo con dati alla mano, eseguendo test che coinvolgono l’utenza);
- Do the hard work to make it simple (impegnarsi per semplificare al massimo i servizi);
- Iterate. Then iterate again (rilasciare servizi anche se ancora dotati di funzionalità semplici, ma lavorarci continuamente per perfezionarli sulla base dei feed-back ricevuti dagli utenti);
- Build for inclusion (costruire prodotti integrabili e facili da utilizzare);
- Understand context (realizzare servizi in grado di adattarsi a differenti ambienti di utilizzo e diversi scenari);
- Build digital services, not websites (costruire servizi digitali capaci di interagire con l’utenza, non semplici siti web);
- Be consistent, not uniform (nel progettare i servizi, utilizzare strumenti coerenti tra di loro, anche se non necessariamente identici);
- Make things open: it makes things better (utilizzare una logica open source, rendendo quindi aperti il codice, il software, i dati e il design).