L’Anorc, Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale, ha pubblicato il 2  novembre 2012 i risultati della seconda parte della ricerca che illustra il livello di digitalizzazione della PA italiana.
Questo volta l’attenzione degli autori si è concentrata sulla PEC come strumento di comunicazione tra PA e cittadini e/o imprese, sulla gestione dell’Albo on Line e sulla figura del Responsabile del Procedimento di Pubblicazione.
Ne emerge un quadro tutt’altro che omogeneo tra comuni capoluogo di provincia, province, regioni e ministeri.

La pubblicazione della PEC è elevata in tutti i livelli della PA, ma solo nei siti dei Comuni e delle Province la PEC può vantare anche un alto tasso di fruibilità. Nei siti delle Regioni, la “raccomandata elettronica” è agevolmente accessibile solo nel 55% dei casi; ancor peggio fanno i siti governativi, dove è facilmente reperibile solo nel 15% dei casi.

Per quanto riguarda l’Albo on Line, il 96% dei Comuni capoluogo, il 97% delle Province e il 100% delle Regioni lo indica chiaramente sul proprio sito, ma solo la minoranza degli Enti appone una firma digitale o elettronica qualificata in grado di garantirne la natura di atto avente effetto di pubblicità legale, così come disposto dal legislatore. Anche in questo caso, comunque, la situazione peggiore si riscontra nei siti della PA centrale, dove la pubblicità legale gode di una sezione specifica solo nel 23% dei casi.

La figura del Responsabile del Procedimento di Pubblicazione, infine, è assente nel 90% dei casi sui siti di regioni, province e comuni capoluogo, mentre i ministeri, per una volta, fanno meglio indicando il nominativo nel 92% dei casi.

Si tratta, nel complesso, di un panorama preoccupante: l’impressione generale, secondo i curatori della ricerca, è che gli enti si limitino a un rispetto formale delle norme tralasciando, attraverso soluzioni “fai da te” che scaturiscono dalla mancanza di direttive precise, gli aspetti sostanziali del processo di digitalizzazione: piena accessibilità dei dati, garanzie di rispondenza fra documenti digitali e documenti cartacei, trasparenza e rintracciabilità del processo di digitalizzazione e dematerializzazione mediante l’uso di sistemi di firma elettronica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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